Quanto segue è una risposta ad un'amica che m'ha inviato questo link in cui si definisce l'alimentazione carnivora un'acquisizione recente.
Le cose che sto leggendo, con riferimenti bibliografici piuttosto puntuali e che ho potuto riscontrare ogni volta che ho voluto fare un controllo, parlano di cose un pochino diverse in alcuni punti importanti dell'articolo.
In tutte le cose che seguono sarebbe più giusto utilizzare il condizionale perché finché i riscontri non vengono accettati e dimostrati incontrovertibilmente, c'è sempre la possibilità che salti fuori una confutazione importante e fondata; al posto del condizionale, invece, userò il presente indicativo solo per maggior chiarezza lessicale.
In primo luogo l'uomo ha abilità d'intervento sull'ambiente circostante da molto più tempo di quello che si crede comunemente, visto che in giacimenti geologicamente coerenti con le ossa dell'homo habilis si sono trovate selci ed ossa lavorate (4 milioni di anni fà). La presenza di ossa non significa di per sé che derivassero da assassinii sistematici come quelli di allevamento e macellazione, ma carcasse di viventi defunti potevano comunque essere trovate in giro in un ambiente più naturale del nostro.
Tale antichità nelle capacità di manipolazione dell'ambiente significa che abbiamo avuto modo di sviluppare la civiltà molto, molto prima di quello che ci viene insegnato. In particolare l'incrocio tra dati geologici, rinvenimenti archeologici particolarmente antichi ed indagini sottomarine, suggeriscono una catena di avvenimenti strettamente legati al succedersi ciclico di glaciazioni, vulcanismo ed innalzamento/abbassamento del livello del mare; questi avrebbero permesso lo sviluppo della civiltà e ne avrebbero causato anche la distruzione in più riprese (in questo senso ci sono leggende secondo cui la nostra sarebbe la quinta civiltà umana su quest'orbe).
L'evidenza scientifica di questa combinazione di elementi viene confutata ed osteggiata dalla scienza accademica con argomenti sempre più fragili ed arzigogolati.
Questo per dire che 50.000 anni fà l'uomo avrebbe potuto inventare ben altro che non i bracieri ardenti, visto che ci sono elementi importanti per affermare che a quell'epoca navi imponenti solcavano gli oceani.
Sul piano dell'alimentazione tutti questi argomenti non hanno peso, visto che la storia dello sviluppo dell'organismo umano oggi può essere in qualche modo affermata con certezza scientifica e non sta scritto da nessuna parte che l'onere della prova sia sul piatto dei vegetariani anziché su quello dei carnivori. Tra l'altro l'evoluzione di una civiltà importante, checché se ne dica, non è legata indissolubilmente né all'invenzione della scrittura, né al consumo di carne, né (ahimé) all'istituzione della democrazia.
Tanto, per quanto evoluti o civili diventiamo, il prossimo diluvio ci spazzerà via lo stesso, lasciando ai superstiti la sola possibilità di strofinare due legni per accendere il fuoco...e ricominciare per l'ennesima volta...
Apro questo post che incrementerò nel tempo. Negli ultimi tempi (ripetizione inelegante che forse rivela ossessioni nascoste) ho letto per scelta o per avventura alcuni libri ed articoli su internet che si riferiscono ad una rivisitazione importante di elementi e conoscenze che per lo più riteniamo stabili e confortevolmente immutabili. Verrebbe da dire che "in principio c'era Kolosimo" che con le sue fantasiose ricostruzioni apriva i varchi del passato per l'arrivo disinvolto di UFO ed extraterrestri vari sul nostro pianeta; in effetti, a parte le avventure solitarie di qualche "scienziato pazzo" rimasto poco conosciuto e poco ascoltato, la possibilità che le cose del passato fossero state un po' diverse da come c'erano state raccontate sui banchi di scuola non aveva mai avuto divulgazione adeguata; al massimo queste teorie si guadagnavano uno spazio in rubriche un po' ironiche dedicate agli eccessi della ricerca di novità iconoclaste ad ogni costo da parte di ribelli un po' velleitari, contro il solido ed accertato mondo della conoscenza accademica.
Già in molte delle cose che ho testé affermato ci sono elementi che preciserò meglio nel prosieguo.
Intanto ci tengo a precisare che non credo affatto che l'Università e le istituzioni scolastiche ed accademiche in genere siano meccanismi massacratori degli sviluppi del sapere umano; è in esse stesse e da esse che spesso sono partite molte delle "fughe in avanti" che hanno consentito salti importanti al sapere umano. Ma, proprio perché umane spesso si trovano a ripetere, in scala diversa, i vizi del vivere civile, con il suo groviglio di odii, invidie e lotte per il mantenimento del potere, di cui il Sapere è una delle fonti più importanti. Però non si deve neanche sottovalutare l'importanza della cautela che deve guidare nell'esame di una teoria e di una pratica scientifica nuova, prima di accettarla per vera e dimostrata, a prescindere dalle conseguenze che potrebbe portare nel patrimonio culturale esistente.
Idee nuove, dunque, è di questo che parlo, sul passato remoto della storia umana.
Ecco un altro concetto da precisare: Storia e Preistoria. Bisogna scacciare dalla mente una sorta di concessione di dignità intellettuale diversa a seconda che eventi e uomini siano avvenuti ed esistiti prima o dopo l'inizio della stesura di testimonianze scritte, quelle a partire dalle quali dichiariamo di essere nella Storia. Sarebbe come dire che Caligola era un uomo più intelligente ed elevato spiritualmente rispetto ad Ulisse perché dell'uno abbiamo cronache e testimonianze, mentre dell'altro solo un racconto piuttosto fantastico. Gli uomini che hanno affrontato la vita di tutti i giorni e lottato per la propria affermazione in contesti diversi dalla nostra organizzazione sociale e religiosa, non sono da considerare per questo inferiori; noi non dobbiamo privarci della possibilità di imparare dalle soluzioni diverse date da altri ai grandi problemi che noi spesso risolviamo con sforzi immani e scarsamente giustificati. D'altronde, tanto per ribadire il concetto, l'Impero Inca era un'impero estesissimo, ricchissimo e meravigliosamente organizzato, che non conosceva la scrittura, né la lettura; semplicemente ne faceva a meno. Lo stesso è valso per tutti i popoli ed i regni di cui non sappiamo niente, forse proprio per questo.
È abbastanza ironico che una delle colonne portanti dellla nostra cultura, la conoscenza del passato, debba essere contraddetta ed in parte scossa dagli sviluppi del sapere scientifico, che da essa prende inizio e sviluppo. Mi riferisco, ad esempio, alle analisi della presenza di Carbonio 14 nei reperti antichi, che permette di attribuirgli una corretta ed incontestabile età; la sua applicazione non è servita soltanto a confermare la datazione convenzionalmente attribuita a qualche reperto importante, sia pure con uno scostamento limitato rispetto alle aspettative; essa ha anche portato, talvolta, a datazioni fuori schema, assurde, o addirittura sconvolgenti, se prese come prove oggettive ed incontestabili di una realtà esistente, anche se potentemente divergente dagli schemi culturali che credevamo sicuri e stabilizzati.
Già in molte delle cose che ho testé affermato ci sono elementi che preciserò meglio nel prosieguo.
Intanto ci tengo a precisare che non credo affatto che l'Università e le istituzioni scolastiche ed accademiche in genere siano meccanismi massacratori degli sviluppi del sapere umano; è in esse stesse e da esse che spesso sono partite molte delle "fughe in avanti" che hanno consentito salti importanti al sapere umano. Ma, proprio perché umane spesso si trovano a ripetere, in scala diversa, i vizi del vivere civile, con il suo groviglio di odii, invidie e lotte per il mantenimento del potere, di cui il Sapere è una delle fonti più importanti. Però non si deve neanche sottovalutare l'importanza della cautela che deve guidare nell'esame di una teoria e di una pratica scientifica nuova, prima di accettarla per vera e dimostrata, a prescindere dalle conseguenze che potrebbe portare nel patrimonio culturale esistente.
Idee nuove, dunque, è di questo che parlo, sul passato remoto della storia umana.
Ecco un altro concetto da precisare: Storia e Preistoria. Bisogna scacciare dalla mente una sorta di concessione di dignità intellettuale diversa a seconda che eventi e uomini siano avvenuti ed esistiti prima o dopo l'inizio della stesura di testimonianze scritte, quelle a partire dalle quali dichiariamo di essere nella Storia. Sarebbe come dire che Caligola era un uomo più intelligente ed elevato spiritualmente rispetto ad Ulisse perché dell'uno abbiamo cronache e testimonianze, mentre dell'altro solo un racconto piuttosto fantastico. Gli uomini che hanno affrontato la vita di tutti i giorni e lottato per la propria affermazione in contesti diversi dalla nostra organizzazione sociale e religiosa, non sono da considerare per questo inferiori; noi non dobbiamo privarci della possibilità di imparare dalle soluzioni diverse date da altri ai grandi problemi che noi spesso risolviamo con sforzi immani e scarsamente giustificati. D'altronde, tanto per ribadire il concetto, l'Impero Inca era un'impero estesissimo, ricchissimo e meravigliosamente organizzato, che non conosceva la scrittura, né la lettura; semplicemente ne faceva a meno. Lo stesso è valso per tutti i popoli ed i regni di cui non sappiamo niente, forse proprio per questo.
È abbastanza ironico che una delle colonne portanti dellla nostra cultura, la conoscenza del passato, debba essere contraddetta ed in parte scossa dagli sviluppi del sapere scientifico, che da essa prende inizio e sviluppo. Mi riferisco, ad esempio, alle analisi della presenza di Carbonio 14 nei reperti antichi, che permette di attribuirgli una corretta ed incontestabile età; la sua applicazione non è servita soltanto a confermare la datazione convenzionalmente attribuita a qualche reperto importante, sia pure con uno scostamento limitato rispetto alle aspettative; essa ha anche portato, talvolta, a datazioni fuori schema, assurde, o addirittura sconvolgenti, se prese come prove oggettive ed incontestabili di una realtà esistente, anche se potentemente divergente dagli schemi culturali che credevamo sicuri e stabilizzati.
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